Esame periodico universale

L’Esame periodico universale (EPU / Universal Periodic Review, UPR) è uno dei principali strumenti del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (CDH) e permette di stilare un bilancio della situazione dei diritti umani in tutti i Paesi membri dell’ONU, secondo un calendario fisso e prevedibile. La Svizzera è stata esaminata per la terza volta nel mese di novembre 2017.

La delegazione Svizzera diretta dalla segretaria di Stato Pascale Baeriswyl in occasione del terzo Esame periodico universale (EPU) nel mese di novembre 2017
La delegazione Svizzera diretta dalla segretaria di Stato Pascale Baeriswyl in occasione del terzo Esame periodico universale (EPU) nel mese di novembre 2017. © DFAE

Tutti gli Stati membri dell’ONU vengono sottoposti ogni quattro anni e mezzo a un EPU. In questo contesto gli Stati membri analizzano la situazione dei diritti umani all’interno di uno specifico Stato membro proponendogli raccomandazioni concrete. L’esame si basa sul rapporto presentato dallo Stato interessato, sulle informazioni raccolte dall’Alto Commissariato dell’ONU per i diritti umani e sui dati forniti dalla società civile. 

Procedura di esame

Attualmente è in corso il terzo ciclo EPU (2017-2021). Il controllo avviene sotto forma di un dialogo, durante il quale gli Stati membri rivolgono raccomandazioni allo Stato controllato che, a sua volta, può commentare, accettare o rifiutare tali raccomandazioni. Spetta allo Stato controllato attuare concretamente a livello nazionale le raccomandazioni accolte.

EPU della Svizzera: documenti ufficiali per ognuno dei tre esami, OHCHR (en)

Le organizzazioni internazionali e non governative accreditate presso l’ONU possono essere presenti durante l’esame. Non hanno il diritto di parola, ma possono esprimere il proprio parere sulla procedura di esame davanti al Consiglio dei diritti umani al momento dell’approvazione del documento finale.

Terzo Esame periodico universale della Svizzera

Nell’ambito del terzo EPU della Svizzera, tenutosi in novembre 2017, 108 Stati hanno manifestato il proprio apprezzamento per gli impegni assunti dal Paese a favore dei diritti umani e dell’aiuto umanitario, esprimendo al contempo raccomandazioni volte a migliorare ulteriormente. Tra i temi in primo piano spiccano la creazione di un’istituzione nazionale indipendente per i diritti umani, gli ambiti discriminazione e razzismo, le questioni della migrazione e dell’asilo come pure l’uguaglianza e l’identità di genere.

Al termine di una consultazione avviata in seno all’Amministrazione federale, presso i Cantoni e tra organizzazioni non governative, la Svizzera ha accolto 160 delle 251 raccomandazioni. In febbraio 2018 il Consiglio federale ha approvato la presa di posizione congiunta.

Nel quadro della strategia del DFAE in materia di diritti umani, l’EPU è uno strumento essenziale per la politica dei diritti umani perseguita dalla Svizzera; le dona credibilità (in questo campo), garantisce coerenza tra la politica interna e quella estera e, in occasione delle consultazioni bilaterali, l’EPU rappresenta anche l’«entry point» per il dialogo sui diritti umani.