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Dai giovani nascono 60 nuove idee per uno sviluppo sostenibile

«Faccio emergere le potenzialità dei giovani che vivono nelle baraccopoli», spiega Gianmarco Marinello, ideatore del progetto: un’offerta di visite guidate della città di Nairobi. In occasione del Congresso annuale della cooperazione internazionale della Svizzera, previsto a fine marzo a Ginevra, la DSC e la SECO assegnano il premio Giovani e futuro «Together we’re better» ad altri progetti simili a quello realizzato in Kenia. Le oltre 60 idee mostrano la grande inventiva dei partecipanti.

Quattro giovani uomini in un parcheggio a Nairobi.

Il premio della DSC e della SECO è destinato a progetti di giovani donne e uomini per lo sviluppo sostenibile. Un esempio: le visite guidate di Nairobi con giovani delle baraccopoli. © Gianmarco Marinello

Invece di attendere un mentore che non arrivava, Gianmarco Marinello lo è diventato lui stesso per le proprie colleghe e i propri colleghi più giovani. «Ho capito che questo era il mio destino». Con «Nai Nami», che significa «Nairobi con me!», Gianmarco Marinello applica le competenze acquisite e fa emergere il potenziale dei giovani organizzando in modo professionale visite guidate della città. Queste ragazze e questi ragazzi non hanno mai avuto altre opportunità oltre a quelle di diventare criminali, se volevano sopravvivere. Adesso dispongono di una fonte di reddito legale. 

Ho capito che questo era il mio destino.
Gianmarco Marinello, Co-Founder visite guidate di Nairobi

Il giovane e innovativo imprenditore ha lanciato «Nai Nami» durante un soggiorno di studio in Kenia. Il suo progetto funziona e si autofinanzia: i giovani delle baraccopoli sono i «fornitori di servizi» a livello operativo, mentre lui è l’ideatore e l’anima dell’intera infrastruttura professionale.

Gianmarco Marinello ha partecipato alla prima edizione del concorso «Together we’re better», nel 2019, e il suo progetto va ormai avanti da anni. «Nai Nami» è un esempio del tipo di progetti che la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) intendono promuovere con il premio «Together we’re better». La cerimonia di premiazione della seconda edizione avrà luogo il 31 marzo e il 1° aprile nel quadro del Congresso annuale della cooperazione internazionale (Congresso CI) della Svizzera che si terrà a Ginevra. 

Nel 2021 la DSC e la SECO hanno organizzato per la seconda volta il concorso Giovani e futuro «Together we’re better». Sono stati presentati oltre 60 progetti .

L’Agenda 2030 sarà al centro dell’incontro. La Svizzera vuole coinvolgere sempre di più i giovani nella cooperazione allo sviluppo, incentivare il dialogo e affinare le loro conoscenze e il loro impegno nello spirito dell’Agenda 2030. 

Filtri per l’acqua, microcentrali elettriche, prodotti biodegradabili e digitalizzazione

Una giovane donna taglia con un seghetto un filtro per l’acqua su un tavolo collocato all’aperto. Due donne la aiutano nell’operazione mentre alcune persone osservano la scena.
I progetti si incentrano, per esempio, sull’acqua e sui filtri che possono essere prodotti in loco. © DFAE

Da marzo, un mese prima della presentazione e della cerimonia di premiazione al Congresso CI, i progetti sono consultabili online sul sito di Together we're better. I giovani partecipanti hanno presentato più di 60 idee. In palio ci sono quattro premi in diverse categorie. I premi in denaro vanno da 4000 a 12’000 CHF.

Con la seconda edizione del premio la DSC e la SECO vanno alla ricerca di altri progetti o di soluzioni digitali che possano contribuire a ridurre la povertà, a migliorare la qualità della vita delle persone più vulnerabili o a mitigare i problemi ambientali.

I progetti presentati testimoniano di una grande ricchezza di idee e capacità innovativa. Si va dalle proposte per ridurre l’inquinamento dovuto alla plastica al riciclaggio dei rifiuti; dai filtri per l’acqua che possono essere prodotti localmente, alle centrali idroelettriche fatte con materiali recuperati, dalla partecipazione sociale ai programmi educativi digitalizzati fino a forme innovative di lavoro sociale.

Un requisito fondamentale è il coinvolgimento di partner locali. I progetti devono inoltre rispondere alle priorità della popolazione interessata. 

www.togetherwerebetter.ch

Passare il testimone alla nuova generazione

Nove diverse inquadrature mostrano giovani donne e uomini, in gruppo o singolarmente, durante la presentazione dei loro progetti e mentre conversano.
Anche il primo invito a presentare proposte per «Together we’re better» è stato accolto con entusiasmo: presentazione dei progetti vincitori del 2019. © DFAE

Barbara Hell, project manager del Premio Giovani e futuro, spera che l’impegno dei giovani acquisisca una maggiore risonanza a livello internazionale e che si possa consolidare lo scambio tra le e i partecipanti e tra la DSC e la SECO. Per raggiungere questi obiettivi, al Congresso CI di Ginevra sono previste sessioni di lavoro con esperte ed esperti in cui il pubblico potrà intervenire attivamente.

I workshop preparatori con le persone interessate puntano anche a garantire che i giovani possano imparare il più possibile dal Congresso CI della Svizzera. «La DSC dovrebbe ascoltare di più i giovani», dice Barbara Hell. Le giovani generazioni dovrebbero essere coinvolte quando si tratta di sviluppare proposte concrete.

La DSC e la SECO guardano al futuro insieme ai giovani, per capire in che tipo di mondo vogliono vivere e come lo si può realizzare.
Barbara Hell, responsabile del premio Giovani e futuro «Together we’re better»

La responsabile del progetto spera anche che si crei una rete di contatti e una «community». Dopotutto, si tratta di passare il testimone alla nuova generazione: «attraverso il premio la DSC e la SECO guardano al futuro insieme ai giovani, per capire in che tipo di mondo vogliono vivere e come lo si può realizzare».

Condividere la responsabilità

«Nai Nami» mostra che il successo di un progetto passa proprio per la capacità di condividerne la responsabilità: l’impresa in questo caso appartiene a tutti coloro che vi lavorano. Tutti ne sono responsabili e partecipano, per esempio, al reclutamento delle future colleghe e dei futuri colleghi. In questo modo le ex bambine e gli ex bambini di strada delle baraccopoli di Nairobi possono offrire un servizio basato su un concreto modello di business finanziariamente autosufficiente. 

Come si inserisce l’Agenda 2030 nelle strategie di politica estera del DFAE?

I 17 obiettivi dell’Agenda 2030 (Obiettivi di sviluppo sostenibile, OSS) dell’ONU svolgono un ruolo importante nella Strategia di politica estera 2020–2023 e nella Strategia di cooperazione internazionale 2021–2024 della Svizzera. Perseguendo i propri obiettivi strategici, il DFAE mira anche a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030.

L’Agenda 2030 è un quadro di orientamento globale applicabile a tutti gli sforzi, nazionali e internazionali, volti a risolvere insieme le grandi sfide del mondo: la povertà, il cambiamento climatico, il degrado ambientale, le crisi sanitarie.