Dipartimento federale degli affari esteri DFAE

«L’Africa subsahariana è soprattutto sinonimo di nuove opportunità»

L’Africa diventa sempre più importante e offre nuove opportunità nonostante le grandi sfide ancora aperte. Il 13 gennaio 2021 il Consiglio federale ha adottato la Strategia Africa subsahariana, il cui scopo è attuare la strategia di politica estera negli Stati a sud del Sahara. Per la prima volta la Svizzera elabora una visione d’insieme coerente che raggruppa diversi ambiti politici. L’obiettivo è d’avviare una cooperazione paritaria e a più ampio raggio con i partner africani.

Il consigliere federale Ignazio Cassis, seduto a terra, ride insieme ad alcuni bambini della regione incontrati durante un viaggio in Africa.

I giovani rappresentano il più grande potenziale dell’Africa. La foto mostra il consigliere federale Ignazio Cassis mentre parla con i bambini di una classe in Mozambico. © DFAE

L’immagine dell’Africa come continente afflitto da povertà e conflitti persiste malgrado le sue grandi potenzialità politiche, economiche, culturali e scientifiche. Uno sguardo sull’andamento dell’economia africana mostra che, rispetto ad altri Stati del mondo, in diversi Paesi africani s’assiste a una crescita molto elevata. Nonostante permangano notevoli differenze tra i singoli Paesi, negli ultimi due decenni l’Africa subsahariana nel suo complesso ha registrato tassi di crescita annua che arrivano al 6,5%. A titolo di confronto, nel 2019 la crescita economica in Svizzera è stata dell’1,1%.

«La regione sta diventando sempre più importante, anche per la Svizzera. Sarebbe un errore ridurre l’Africa subsahariana alle sfide, pur enormi, che deve affrontare o osservarla solo da una prospettiva di sfide migratorie. L’Africa è anche e soprattutto sinonimo di nuove opportunità», così il consigliere federale Ignazio Cassis riassume la tendenza attuale.

L’Africa subsahariana è soprattutto sinonimo di nuove opportunità.
Consigliere federale Ignazio Cassis

L’immagine differenziata di un’Africa subsahariana dalle grandi potenzialità dove tuttavia le sfide non mancano, è alla base della nuova strategia geografica. In base alla Strategia di politica estera 2020–2023, la Svizzera concentrerà la sua azione sulle quattro aree tematiche elencate di seguito.

Pace, sicurezza e diritti umani

L’aiuto umanitario è caricato sull'aereo all’aeroporto di Berna-Belp.
Nell'Africa subsahariana, gli aiuti umanitari per le vittime di conflitti e catastrofi sono particolarmente importanti. © DFAE

In Africa subsahariana la Svizzera è presente attraverso i suoi buoni uffici (sostegno al dialogo e mediazione) e la promozione civile e militare della pace. Questo impegno comprende la prevenzione dei conflitti armati e dell’estremismo violento, l’elaborazione del passato e la lotta contro l’impunità. La Svizzera si adopera inoltre per il rispetto del diritto internazionale umanitario e si impegna nell’ambito del Consiglio dei diritti umani dell’ONU. Infine promuove la partecipazione paritaria delle donne e dei giovani ai processi di pace e di ricostruzione e combatte la violenza sessuale, in linea con l’attuazione dell’agenda dell’ONU su «Donne, pace e sicurezza». Altri aspetti importanti per cui si adopera sono la democratizzazione e lo Stato di diritto. La Svizzera sostiene iniziative governative e della società civile, rafforza la cooperazione giudiziaria con gli Stati africani, promuove i sistemi giudiziari locali e le autorità di perseguimento penale nella lotta contro la criminalità e supporta la Corte penale internazionale nei procedimenti contro i crimini di diritto internazionale.

Prosperità

Vista di Addis Abeba al calare della notte.
Crescita per tutti: nell'Africa subsahariana, la Svizzera promuove un quadro economico stabile e posti di lavoro dignitosi. © Keystone

Nell’Africa subsahariana la Svizzera promuove una crescita economica sostenibile. Attraverso la sua cooperazione internazionale sviluppa approcci innovativi per promuovere l’istruzione di base, la formazione professionale e la cooperazione con il settore privato. I posti di lavoro sono fondamentali per offrire prospettive ad una popolazione giovane e in crescita. La promozione dei servizi sanitari e scolastici di base e l’accesso paritario al mercato del lavoro per le donne, le minoranze e i giovani accrescono il potenziale economico dei Paesi africani e questo anche a vantaggio della Svizzera. L’interesse dell’economia svizzera per il mercato africano è in crescita. Il potenziale della regione è evidente, anche se non mancano le sfide. Contribuendo al miglioramento delle condizioni quadro economiche locali, la Svizzera amplia le opportunità, a favore sia dell’economia locale che delle imprese svizzere. In un ambiente economico stabile le imprese possono prosperare e ambire a posti di lavoro dignitosi. A tale fine, la Svizzera s’avvale degli strumenti della diplomazia commerciale e si impegna nella lotta contro la criminalità organizzata transfrontaliera. Incentiva inoltre lo sviluppo e l’attuazione efficace degli standard globali per prevenire e combattere i flussi finanziari illeciti. Nel campo della restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita (asset recovery) continua a cercare soluzioni che vadano a vantaggio dello sviluppo del Paese in questione e delle sue popolazione.

Sostenibilità

Una donna africana, in piedi in un campo con verdure in mano.
L'Africa è gravemente colpita dai cambiamenti climatici, sono necessarie misure di adattamento, anche in agricoltura. © DSC

Nell’ambito dell’Agenda 2030 la Svizzera si impegna per uno sviluppo sostenibile dell’Africa subsahariana che tenga conto di tutte e tre le dimensioni: ambiente, economia e società. Sostiene la lotta contro i cambiamenti climatici e le loro conseguenze, promuove sistemi sanitari efficienti e in particolare una gestione sostenibile delle risorse idriche e l’accesso all’acqua potabile e alle strutture igienico-sanitarie. Vista la rapida urbanizzazione, lavora sempre più spesso nei settori dell’energia e di altri servizi di base, della pianificazione urbanistica e della gestione dei rischi climatici. Con la sua azione, la Svizzera punta a identificare e a gestire meglio i casi di sfollamento forzato e migrazione dovuti a catastrofi naturali e alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Nel contesto delle crisi umanitarie si adopera per un utilizzo sostenibile delle risorse.

Digitalizzazione

Un africano con in mano uno smartphone.
La Svizzera promuove l'autodeterminazione digitale. © DSC

Anche in Africa subsahariana la digitalizzazione può innescare radicali cambiamenti economici, sociali e politici. Si tratta in primo luogo di mettere gli strumenti digitali al servizio di progetti e programmi di cooperazione internazionale al fine di raggiungere meglio, in modo più efficiente e più rapido, gli obiettivi di sviluppo. Secondariamente, la Svizzera si impegna nell’ambito della governance digitale. Ciò riguarda anche la trasformazione digitale dei Paesi partner della regione, affinché possano usufruire della digitalizzazione in ambito economico, sociale e amministrativo a beneficio delle persone. La Svizzera mette in primo piano l’autodeterminazione digitale e sottolinea l’importanza dell’accesso a Internet per tutti. Aiuta inoltre le imprese a introdurre servizi finanziari innovativi per le società africane e punta a rafforzare la Ginevra internazionale come polo globale della governance digitale. Incentiva infine la partecipazione del mondo economico e della comunità scientifica attraverso appositi forum internazionali. In particolare, mira a includere maggiormente anche gli attori africani nel dibattito sulla governance digitale.

L’Africa subsahariana e la pandemia di COVID-19

La pandemia di COVID-19 riguarda, naturalmente, anche i Paesi dell’Africa subsahariana. Mentre alcuni Stati della regione stanno affrontando relativamente bene le sfide sanitarie grazie a una risposta rapida e all’esperienza acquisita con altre pandemie, la crisi economica globale associata alla COVID-19 colpisce tutti. La maggior parte dei Paesi dell’Africa subsahariana, infatti, fa fatica a sostenere la popolazione e l’economia con misure statali. La crisi rischia di vanificare i progressi compiuti negli ultimi anni in termini di politica di sviluppo, ma potrebbe rappresentare anche un’opportunità, soprattutto per quanto riguarda la digitalizzazione e la riconversione dell’economia.

Regioni prioritarie

Sahel

La regione del Sahel è caratterizzata da una grande diversità culturale, linguistica, etnica e religiosa. Negli ultimi dieci anni vari Stati di quest’area hanno fatto progressi sul piano della democratizzazione, dello sviluppo economico e della partecipazione della società civile. Questi progressi sono però messi in discussione dall’instabilità politica e dall’aumento dei conflitti armati nel Sahel e nella regione del lago Ciad. Molti Paesi devono affrontare povertà, disuguaglianza sociale e un’elevata crescita demografica, e subiscono in modo particolare, rispetto alla media, le conseguenze dei cambiamenti climatici. Negli ultimi anni la regione del Sahel ha registrato una forte crescita economica, che è tuttavia eccessivamente basata sul settore delle materie prime e non sempre va a beneficio della popolazione nel suo complesso.

Nel quadro della nuova Strategia Africa subsahariana la Svizzera s’impegna nel Sahel e nella regione del lago Ciad prioritariamente nei seguenti settori:

  1. promozione civile militare della pace
  2. protezione dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale umanitario
  3. lotta alle cause della migrazione irregolare
  4. miglioramento dei servizi di base per la popolazione
  5. promozione della partecipazione delle donne ai processi decisionali
  6. accesso alle risorse naturali e loro uso sostenibile

Grande Corno d’Africa

La regione del Grande Corno d’Africa è una delle più dinamiche, ma anche delle più instabili e conflittuali del mondo. La diversità geografica, storica, politica, culturale e religiosa rappresenta in sé una grande ricchezza, ma è al contempo all’origine di numerosi conflitti fra Stati e all’interno degli stessi. Tutta la zona è inoltre particolarmente toccata dagli effetti dei cambiamenti climatici e da frequenti catastrofi naturali a cui si aggiungono altre sfide umanitarie, economiche e sociali. Negli ultimi anni i Paesi del Grande Corno d’Africa hanno registrato una crescita economica superiore alla media e lo sfruttamento delle risorse naturali presenta ancora grandi potenzialità. Ma questi sviluppi positivi non hanno quasi mai eliminato le gravi disparità sociali, anche se ci sono notevoli differenze da Paese a Paese.

Nel quadro della nuova Strategia Africa subsahariana la Svizzera è attiva nel Grande Corno d’Africa prioritariamente nei seguenti settori:

  1. attuazione di iniziative di pace e prevenzione della violenza
  2. sostegno alla transizione politica
  3. aiuto umanitario
  4. promozione di migliori condizioni quadro economiche
  5. protezione di profughi e sfollati e lotta alle cause della migrazione irregolare
  6. tutela dei diritti umani
  7. fornitura di servizi di base
  8. mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici

Grandi Laghi

Da decenni la regione dei Grandi Laghi è segnata da conflitti e tensioni che hanno origini economiche, etniche, storiche e politiche e sono strettamente collegate all’accesso alle risorse. I conflitti portano a grandi movimenti di profughi e sfollati. Molte crisi umanitarie hanno radici lontane e le esigenze umanitarie continuano a crescere. L’area è anche pesantemente colpita da malattie trasmissibili e da malattie tropicali trascurate. I cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi minacciano i mezzi di sussistenza della popolazione. Allo stesso tempo, le grandi foreste e i bacini idrici presenti nella regione svolgono un ruolo importante per la biodiversità e la stabilità del clima. L’economia continua a basarsi principalmente sull’estrazione di materie prime, ma l’agricoltura e il settore idroelettrico hanno ancora grandi potenzialità. Le condizioni quadro non sono tuttavia favorevoli allo sviluppo economico.

Nell’ambito della nuova Strategia Africa subsahariana la Svizzera è attiva nella regione dei Grandi Laghi prioritariamente nei seguenti settori:

  1. promozione della pace e prevenzione della violenza
  2. protezione dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale umanitario
  3. buongoverno
  4. creazione di posti di lavoro dignitosi e di prospettive attraverso la formazione
  5. rafforzamento della cooperazione economica
  6. promozione di una gestione aziendale responsabile, soprattutto nel settore estrattivo

Le «Leonesse economiche»

In analogia con l’espressione «tigri asiatiche» si parla a volte di «leonesse» quando ci si riferisce a Stati del continente economicamente forti. Tra questi figurano alcuni tradizionali pesi massimi – Sudafrica, Nigeria e Angola – oltre a Paesi con una crescita economica stabile e condizioni favorevoli come Kenia, Ghana, Costa d’Avorio ed Etiopia. Anche le economie più piccole ma dinamiche del Senegal e del Ruanda possono essere inseriti in questa categoria. Questi Stati, veri e propri motori economici regionali, attirano un gran numero di giovani donne e giovani uomini che migrano in cerca di prospettive. Tutte queste economie sono in una certa misura fortemente dipendenti dal settore delle materie prime. La diversificazione economica e il commercio intra-africano possono essere incrementati e la nuova area di libero scambio continentale recentemente creata potrebbe dare un contributo importante in questo senso.

Nel quadro della nuova Strategia Africa subsahariana la Svizzera è attiva in questi Paesi prioritariamente nei seguenti settori:

  1. rafforzamento delle relazioni economiche con la Svizzera
  2. creazione di condizioni ottimali per nuove opportunità commerciali e di investimento
  3. sostegno alle imprese svizzere nei Paesi africani
  4. promozione di una gestione aziendale responsabile
  5. rafforzamento della cooperazione nella lotta alla corruzione
  6. maggiore cooperazione nel campo della protezione del clima
  7. sfruttamento delle opportunità offerte dalla trasformazione digitale

Organizzazioni regionali

Gli Stati africani hanno creato importanti organizzazioni regionali per promuovere la pace, la sicurezza e lo sviluppo economico. Le principali sono l’Unione africana (UA) e le comunità economiche regionali. In quanto organizzazione continentale, l’obiettivo dell’UA è un’Africa integrata, prospera e pacifica. L’UA è il partner più importante dell’ONU in Africa, in particolare per quanto riguarda la pace e la sicurezza. Un altro attore centrale è la Banca africana di sviluppo, che punta a uno sviluppo economico sostenibile e al progresso sociale, contribuendo così a ridurre la povertà.

Con riguardo alle organizzazioni regionali la nuova Strategia Africa subsahariana fissa le priorità seguenti:

  1. cooperazione in materia di risoluzione e prevenzione dei conflitti, di migrazione e di cambiamenti climatici.
  2. rafforzamento del multilateralismo in Africa
  3. consolidamento della Banca africana di sviluppo
  4. sfruttamento del potenziale dell’area di libero scambio continentale

Rafforzare le relazioni di partenariato

L’Africa subsahariana sta guadagnando peso geopolitico e rilevanza economica. La Svizzera può contare su una lunga tradizione di partenariato con gli Stati di questa regione e vuole sviluppare queste relazioni con lungimiranza. A partire dalla cooperazione allo sviluppo, negli ultimi anni le relazioni si sono diversificate, è quindi ora di creare un quadro unitario che consenta di guardare al futuro di questa cooperazione a largo raggio che deve essere fruttuosa per entrambe le parti e deve dunque tenere conto delle esigenze dei Paesi partner e degli interessi della Svizzera.

La fiducia nella Svizzera e l’interesse per una cooperazione con il nostro Paese sono grandi.
Consigliere federale Ignazio Cassis

La Svizzera dà il suo contributo là dove dispone di eccellenti competenze, per esempio nel campo delle relazioni economiche, finanziarie e scientifiche o nella politica di pace. In quanto attore indipendente e solidale con una buona reputazione di Paese competitivo e innovativo che tutela il diritto internazionale umanitario e i diritti umani, la Svizzera è un partner ricercato anche a sud del Sahara. Lo sottolinea anche il consigliere federale Ignazio Cassis: «La fiducia nella Svizzera e l’interesse per una cooperazione con il nostro Paese sono grandi».

L’interazione delle strategie rende la politica estera coerente

Alla fine di gennaio 2020, nella sua Strategia di politica estera 2020–2023 il Consiglio federale, dopo aver svolto un’analisi della situazione mondiale e aver valutato le tendenze che potrebbero rivelarsi importanti in futuro, ha fissato alcuni obiettivi generali.

Il passo successivo è consistito nell’adattare questi obiettivi alla situazione delle diverse aree del mondo. Anche se gli obiettivi rimangono gli stessi, infatti, non possono essere raggiunti allo stesso modo nell’Europa dell’Est, nella regione Medio Oriente e Nord Africa, in America o nell’Africa subsahariana. Da qui la necessità di elaborare strategie regionali come la quella per l’Africa subsahariana.

Alle strategie geografiche si aggiungono altre strategie tematiche, tra cui la Strategia di cooperazione internazionale 2021–2024 che individua nell’Africa subsahariana una regione prioritaria. Le due strategie si completano a vicenda e sono reciprocamente coordinate. Ciò rende più efficace l’impegno della Svizzera in politica estera, evita le sovrapposizioni e permette di sfruttare le sinergie tra gli uffici federali coinvolti e i partner esterni.

L’armonizzazione delle strategie è importante affinché la Svizzera possa attuare la propria politica estera in tutte le parti del mondo in modo coordinato. Con i suoi obiettivi generali la Strategia di politica estera 2020–2023 stabilisce la direzione di massima garantendo un’azione coerente e unitaria.

Per saperne di più sullo schema a cascata delle strategie di politica estera

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