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Le nuove tendenze influiscono sulla protezione dei diritti umani

La democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani sono sotto pressione anche in Europa. La Corte europea dei diritti dell’uomo lavora per contrastare questa situazione e, con la sua nuova strategia, si adegua alle tendenze e alle situazioni attuali come la digitalizzazione o la pandemia di COVID-19. Il DFAE sostiene finanziariamente questo nuovo orientamento versando un contributo di 250’000 CHF affinché i procedimenti in corso possano essere conclusi più rapidamente.

15.02.2022
L’esterno della Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo, di sera.

La digitalizzazione e la COVID-19 pongono la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo di fronte a nuove questioni a cui deve rispondere con la sua giurisprudenza. © Keystone

L’obbligo di vaccinazione anti-COVID-19 per determinate categorie professionali, i ricorsi contro le licenze per l’estrazione di petrolio o la legalità delle restrizioni di accesso ai siti web rappresentano un territorio inesplorato per la Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) di Strasburgo. Questi temi sollevano nuove questioni e permettono quindi alla Corte EDU di sviluppare la sua giurisprudenza. Con la sua nuova strategia per la gestione dei casi, la Corte dà la priorità ai casi importanti e urgenti, adeguandosi così alle nuove tendenze come la digitalizzazione, la COVID-19 e l’ambiente. 

Obbligo di vaccinazione anti-COVID-19 (fr)

Licenze per l’estrazione di petrolio (en)

Restrizioni di accesso ai siti web (fr)

Un modello di successo

Il modello della Corte EDU è un buon esempio di multilateralismo efficace, con oltre 50’000 nuovi ricorsi presentati ogni anno. Il compito della Corte EDU è quello di vigilare sul rispetto della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Garantisce alla popolazione europea, tra le altre cose, il diritto alla vita, il diritto alla libertà e alla sicurezza nonché la libertà di opinione e proibisce la tortura e la discriminazione. Chiunque ritenga che i propri diritti umani siano stati violati da uno Stato membro può presentare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, le cui sentenze sono vincolanti. La Corte EDU svolge pertanto un ruolo unico nel suo genere per garantire lo Stato di diritto e tutelare i diritti umani. Protegge le cittadine e i cittadini dall’arbitrio degli Stati nonché dalla mancanza di separazione dei poteri.

Vittima del proprio successo

Tuttavia, la Corte EDU è letteralmente vittima del suo stesso successo. Nel 2010, l’enorme numero di ricorsi ricevuti aveva causato un accumulo di procedimenti arretrati. Per questo, sotto la presidenza svizzera, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha avviato nello stesso anno, a Interlaken, un processo di riforma della Corte. Inoltre, nel 2012 gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno fondato il «Brighton Special Account», che consente ai vari Paesi di fornire alla Corte EDU un sostegno finanziario supplementare. Grazie a questa iniziativa, entro il 2020 è stato possibile ridurre i procedimenti arretrati da 160’000 a 62’000.

Una Corte EDU forte è nell’interesse della Svizzera

Per aiutare la Corte EDU a smaltire il lavoro arretrato e a rispondere alle nuove e importanti questioni del nostro tempo, la Divisione Pace e diritti umani (DPDU) del DFAE sostiene il «Brighton Special Account» con un contributo una tantum di 250’000 CHF. Il DFAE contribuisce così a garantire la capacità d’azione delle istituzioni che si occupano di protezione dei diritti umani. Lo scopo di questo sostegno è anche e soprattutto quello di favorire l’ulteriore sviluppo della giurisprudenza nelle nuove aree tematiche. 

L’ambasciatrice Anna Ifkovits Horner, capo della Divisione Eurasia, e Bjørn Berge si salutano «pugno contro pugno».
L’ambasciatrice Anna Ifkovits Horner, capo della Divisione Eurasia, e Bjørn Berge, vice segretario generale del Consiglio d’Europa, alla consegna del contributo della Svizzera a Strasburgo nel dicembre del 2021. © DFAE

Conformemente alla Costituzione federale e alla Strategia di politica estera 2020–2023 (SPE) la Svizzera si adopera in tutto il mondo per la protezione universale dei diritti umani. Le Linee guida sui diritti umani 2021−2024, che concretizzano la strategia di politica estera, prevedono che la Svizzera collabori con attori impegnati a favore dei diritti umani. Ciò include anche il rafforzamento della Corte EDU, che in quanto istanza di ricorso internazionale svolge un ruolo fondamentale per la protezione dei diritti umani.

La Svizzera adempie gli obblighi assunti

La Svizzera ha aderito al Consiglio d’Europa nel 1963 e ha ratificato la CEDU dopo l’approvazione dal parte dell’Assemblea federale nel 1974. Ciò ha permesso anche alle cittadine e ai cittadini svizzeri di adire la Corte EDU. Dall’entrata in vigore della Convenzione a oggi sono stati presentati più di 8000 ricorsi contro la Svizzera,  la maggior parte dei quali è stata dichiarata irricevibile dalla Corte EDU. La Corte ha invece emesso sentenze in merito a 206 ricorsi contro la Svizzera, constatando nel 59% di questi casi una violazione della CEDU. Tale percentuale conferma le buone prestazioni dello Stato svizzero. Complessivamente, la Corte EDU riscontra in media almeno una violazione nell’84% dei ricorsi ammessi.

Sentenze efficaci

La CEDU e le sentenze della Corte EDU hanno un impatto concreto sul sistema giuridico e sulla protezione dei diritti umani in Svizzera. Per esempio, dopo una decisione relativa al risarcimento delle vittime dell’amianto, è stata creata – nonostante la scadenza del termine di prescrizione nel 2017 –  la Fondazione Fondo per le vittime dell’amianto, che promuove la parità di trattamento, dal punto di vista finanziario, di tutte le persone colpite. Inoltre, il termine di prescrizione è stato prorogato a 20 anni in caso di effetti tardivi che compaiono molto tempo dopo l’evento dannoso. Un altro esempio di adeguamento del diritto svizzero alle disposizioni della CEDU è la revisione dei diritto dei cognomi nel 2013, che ha messo le donne e gli uomini su un piano di parità dopo che la Corte EDU, nel 2010, aveva ritenuto discriminatoria la legislazione svizzera in tale ambito.

Decisione relativa al risarcimento delle vittime dell’amianto (in tedesco)

La CEDU costituisce un fondamento del sistema politico svizzero, caratterizzato dalla democrazia e dallo Stato di diritto. I diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione federale del 1999 si basano su questa Convenzione e garantiscono a tutte le cittadine e a tutti i cittadini svizzeri una solida protezione dei diritti umani che viene ulteriormente rafforzata dalla Corte EDU.