La tratta di esseri umani: una questione di sicurezza umana

Secondo le stime dell’OIL la tratta di esseri umani e altre forme di schiavitù moderna colpiscono circa 24,9 milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia questa cifra deve essere interpretata con prudenza poiché la tratta di esseri umani avviene in modo per lo più nascosto e non sempre tutti i casi vengono alla luce. La maggior parte delle vittime identificate sono donne, ma anche gli uomini e i bambini sono toccati dal fenomeno.

La tratta di esseri umani incide notevolmente sulla sicurezza e sulla dignità di una persona e trova spesso terreno fertile nei conflitti armati o in altri contesti non sicuri. La fragilità statale, la fuga e la migrazione irregolare, la povertà e la discriminazione nonché l’assenza dello Stato di diritto sono alcuni dei fattori che favoriscono la tratta di esseri umani che, a sua volta, è anche una fonte di finanziamento per conflitti armati o l’estremismo violento e può quindi contribuire a rafforzare ulteriormente i conflitti e la fragilità.

Oltre al traffico di droga e di armi, la tratta di esseri umani è un ambito di attività lucrativo della criminalità organizzata: si stima che il giro d’affari ammonti ogni anno a 32 miliardi di dollari.

La tratta di esseri umani e il traffico di migranti non sono la stessa cosa. I trafficanti portano i migranti oltre le frontiere, dietro pagamento e con la loro autorizzazione. Le leggi contro il traffico di migranti hanno in primo luogo lo scopo di proteggere le frontiere statali. La tratta di esseri umani, invece, è sempre un crimine nei confronti di una persona e una violazione dei diritti umani, e ha lo scopo di sfruttare le vittime.

Nel contesto della migrazione e della fuga, per le persone che si affidano ai servizi dei trafficanti aumenta il rischio di diventare vittime della tratta di esseri umani.

Impegno e iniziative svizzere

La Svizzera partecipa ai meccanismi multilaterali e svolge un importante lavoro di sviluppo politico e di standard internazionali contro la tratta di esseri umani, per esempio nel quadro dell’ONU e dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).

La tratta di esseri umani viene trattata in dialoghi bilaterali, ad esempio nell’ambito dei partenariati in materia di migrazione. Il DFAE finanzia progetti per prevenire e rafforzare le strutture statali e non statali contro questo fenomeno.

Una valida cooperazione a livello politico e operativo è la chiave per la lotta efficace contro la tratta di esseri umani. IL DFAE si spende a favore di una migliore cooperazione delle autorità svizzere con gli attori del Paese di provenienza delle vittime e sostiene numerosi programmi per combattere questo fenomeno. D’intesa con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), il Dipartimento organizza tavole rotonde internazionali coinvolgendo regolarmente anche l’economia privata per rendere attenti a lungo termine i settori economici più a rischio.

Quadro normativo internazionale

Il primo accordo internazionale che definisce la tratta di esseri umani figura nel «Protocollo di Palermo». Questo protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (UNTOC), ratificato dalla Svizzera il 27 ottobre 2019, mira a prevenire, sopprimere e perseguire la tratta di esseri umani.

Secondo il Protocollo con l’espressione «tratta di esseri umani» si indica il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’ospitare o l’accogliere persone, tramite la minaccia o l’uso della forza o di altre forme di coercizione, di rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità o tramite il dare o ricevere somme di danaro o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un’altra a scopo di sfruttamento. Lo sfruttamento comprende, per lo meno, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro o i servizi forzati, la schiavitù o pratiche analoghe, l’asservimento o il prelievo di organi.

La Svizzera si è impegnata nell’ambito di un’iniziativa diplomatica per chiarire la definizione nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale.