La Svizzera assume la presidenza dell’OSCE nel 2026

Come già nel 1996 e nel 2014, nel 2026 la Svizzera assumerà per la terza volta la presidenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). È stata eletta dagli Stati partecipanti il 30 dicembre 2024 nell’ambito di una cosiddetta «procedura del silenzio». Nell’adempimento di questo mandato la Svizzera può avvalersi dell’esperienza acquisita in passato durante la presidenza di questa organizzazione.

Vienna: la «Neue Hofburg» con la sede dell’OSCE e le bandiere dei 57 Stati partecipanti.

Vienna: la «Neue Hofburg» con la sede dell’OSCE e le bandiere dei 57 Stati partecipanti. La Svizzera assumerà la presidenza dell’Organizzazione nel 2026. © Keystone

Priorità svizzere

La Svizzera ha definito cinque priorità per l’anno della sua presidenza.

Principi di Helsinki - per una pace duratura

Di fronte alla guerra in Europa, la Svizzera si impegna a favore di una pace giusta in Ucraina, fondata sul diritto internazionale e sui principi di Helsinki. Metterà la sua esperienza di mediazione al servizio del dialogo, della fiducia e della sicurezza.

Diplomazia multilaterale inclusiva

Nell'unica piattaforma che riunisce Europa, Stati Uniti e Russia, la Svizzera promuoverà un dialogo aperto sulla sicurezza. Incoraggerà la cooperazione in materia di sicurezza informatica, strumenti politico-militari e prevenzione dei conflitti, facendo leva sulla sua neutralità e sulla sua tradizione di facilitazione.

Anticipazione delle tecnologie – per un futuro sicuro e umano

Le tecnologie trasformano il nostro futuro. La Svizzera promuoverà una governance incentrata sui bisogni dell’uomo, collegando scienza e diplomazia, in particolare nei settori dell'acqua, dell'energia e della sicurezza digitale.

Democrazia, Stato di diritto e diritti umani

La Svizzera rafforzerà il ruolo delle istituzioni democratiche e la protezione delle libertà fondamentali. Sosterrà le missioni sul campo e l'osservazione elettorale dell'OSCE, affinché la democrazia e i diritti umani rimangano al centro della sicurezza europea.

Capacità di azione dell’OSCE

Nonostante le tensioni, l'OSCE rimane indispensabile.  Ogni crisi sottolinea la necessità di riformare. La Svizzera affronterà questa esigenza per preservare gli strumenti fondamentali – missioni, osservazione delle elezioni – e garantirne il finanziamento.

Il ruolo della Svizzera da presidente

La presidenza svizzera dell’OSCE nel 2026 testimonia la ferma volontà della Confederazione di contribuire attivamente alla pace, alla sicurezza e alla stabilità in Europa e nel resto del mondo.

I principali compiti in tale ruolo comprendono la guida politica dell’Organizzazione, la promozione della sicurezza cooperativa e gli sforzi in materia di risoluzione e gestione dei conflitti.

Una parte importante delle responsabilità spetta direttamente al presidente in carica, funzione che nel 2026 è esercitata dal consigliere federale Ignazio Cassis, capo del DFAE.

Il presidente in carica coordina il proprio operato in stretta collaborazione con la presidenza precedente e quella successiva nell’ambito della cosiddetta «troika», che assicura la continuità operativa dell’OSCE.

Brochure: Presidenza svizzera dell’OSCE 2026 (PDF, 5 Pagine, 676.9 kB, italiano)

L’OSCE in breve

L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), che conta 57 Stati partecipanti e copre un’area geografica che va «da Vancouver a Vladivostok», è la più grande organizzazione regionale di sicurezza del mondo. Il suo obiettivo principale è superare le divergenze e rafforzare la fiducia tra gli Stati partecipanti.

L’OSCE, che ha sede a Vienna, ha visto la luce nel 1975 ed è attiva nelle tre dimensioni seguenti:

  • dimensione politico-militare
  • dimensione economica e ambientale
  • dimensione umana

È composta da diverse istituzioni e dispone di una rete di operazioni sul campo.

Dal 1993 la Svizzera dispone di una delegazione permanente presso la sede dell’OSCE a Vienna, all’interno della Rappresentanza permanente della Svizzera presso l’OSCE, le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali nella capitale austriaca.

Maggiori informazioni sulla presidenza svizzera dell'OSCE nel 2026 sono disponibili sul sito della Rappresentanza permanente della Svizzera a Vienna.

09.02.2026 – La conferenza dell'OSCE a San Gallo detta una linea contro l'antisemitismo, l'odio e la discriminazione

Con un appello contro l’antisemitismo, l’odio e la discriminazione, il consigliere federale Ignazio Cassis, presidente in carica dell’OSCE, ha inaugurato il 9 febbraio 2026 la Conferenza sul tema «Combattere l’antisemitismo: affrontare le sfide dell’intolleranza e della discriminazione».

Foto di gruppo dei partecipanti alla conferenza di San Gallo.
L’obiettivo della conferenza di San Gallo è comprendere meglio la spirale che porta all’intolleranza e alla discriminazione, per poter contrastare con maggiore efficacia l’odio che ne deriva. © DFAE

Le aggressioni antisemite stanno aumentando in tutto il mondo sia in termini di intensità che di visibilità. Sviluppi internazionali quali gli attentati terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra che ne è seguita a Gaza hanno ulteriormente accentuato questa tendenza e gli episodi recenti dimostrano che nemmeno la Svizzera è risparmiata. Il crescente numero di aggressioni registrate nello spazio pubblico evidenzia la necessità di agire. La conferenza di San Gallo, città con una lunga tradizione di dialogo interreligioso, offre un quadro adeguato per il confronto tra gli Stati partecipanti dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), le organizzazioni internazionali, le esperte e gli esperti nonché la società civile al fine di affrontare queste sfide.

Il ruolo dell’OSCE

Per quanto riguarda il ruolo dell’OSCE, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha ribadito l’ambizione della presidenza svizzera di mantenere in modo duraturo la lotta all’antisemitismo e all’intolleranza nell’agenda politica. La conferenza riafferma gli impegni già assunti dall’OSCE, in particolare quelli sanciti nella Dichiarazione dell’OSCE sull’antisemitismo del 2014, anch’essa adottata sotto la presidenza svizzera. L’obiettivo è rafforzare in modo mirato la prevenzione, la protezione delle comunità e la resilienza della società. 

Prevenzione e possibilità di intervento politico

La prima giornata della conferenza è stata dedicata allo scambio politico ad alto livello. Nelle discussioni successive, a porte chiuse, esperte ed esperti discuteranno di approcci preventivi, delle attuali minacce in base ai nuovi dati dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) e dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) nonché delle possibilità di intervento politico. Tra i principali temi trattati figurano l’istruzione e il dialogo, la protezione delle comunità colpite e lo sport quale spazio di inclusione e di sensibilizzazione.

La conferenza si concluderà il 10 febbraio 2026. Le discussioni tecniche mirano a tradurre gli impegni già assunti dagli Stati partecipanti dell’OSCE in misure concrete e orientate alla pratica.

Comunicato stampa del DFAE

Discorso di apertura del presidente in carica dell’OSCE Ignazio Cassis

Comunicato stampa dell'OSCE

09.02.2026 – Conferenza dell’OSCE sulla lotta all’antisemitismo: discorso di apertura del presidente in carica dell’OSCE Ignazio Cassis

Il presidente in carica dell’OSCE Ignazio Cassis ha inaugurato questo pomeriggio la conferenza sul tema «Lotta all’antisemitismo: affrontare le sfide dell’intolleranza e della discriminazione». Nel suo discorso di apertura, Ignazio Cassis ha sottolineato come la recrudescenza dell’antisemitismo, così come dell’odio e della discriminazione nei confronti di altri gruppi, a oltre 80 anni dalla Shoah, sia profondamente preoccupante. Ha ricordato come, nonostante si sia detto «mai più», oggi odio e violenza tornano a imperversare, il che è inaccettabile non solo per le vittime, ma anche per le nostre società e la nostra sicurezza.

Il presidente in carica dell'OSCE Ignazio Cassis si rivolge ai partecipanti alla conferenza sulla lotta all'antisemitismo a San Gallo.
Il presidente in carica dell'OSCE Ignazio Cassis ha inaugurato la conferenza dell'OSCE sulla lotta all'antisemitismo a San Gallo. © DFAE

L’obiettivo della conferenza di San Gallo è comprendere meglio la spirale che porta all’intolleranza e alla discriminazione, per poter contrastare con maggiore efficacia l’odio che ne deriva. L’attenzione si concentra in particolare sulla prevenzione tra i giovani, esposti alla violenza online, e nello sport, ambito in cui si assiste spesso a tensioni e scontri. Il consigliere federale Ignazio Cassis ha inoltre affermato che l’odio inizia con le parole, con la stigmatizzazione e con l’indifferenza, motivo per cui è necessario agire tempestivamente.

Discorso di apertura del presidente dell'OSCE Ignazio Cassis alla conferenza sulla lotta all'antisemitismo a San Gallo, 9 febbraio 2026

09.02.2026 – Avvio della conferenza dell'OSCE «Lotta all’antisemitismo: affrontare le sfide dell’intolleranza e della discriminazione»

La conferenza dell'OSCE sul tema «lotta all’antisemitismo: affrontare le sfide dell’intolleranza e della discriminazione» si terrà il 9 e 10 febbraio 2026 a San Gallo. La conferenza offre una piattaforma per analizzare gli sviluppi attuali e rafforzare la cooperazione tra gli Stati partecipanti all'OSCE e la società civile. L'obiettivo è quello di tradurre gli impegni esistenti in azioni politiche coordinate e misure concrete e orientate alla pratica.

06.02.2026 – Conferenza stampa dopo il viaggio in Ucraina e Russia

06.02.2026 – Il presidente in carica dell'OSCE Ignazio Cassis a Mosca

Il presidente in carica dell'OSCE Ignazio Cassis e il segretario generale dell'OSCE Feridun H. Sinirlioğlu hanno avuto oggi un colloquio con il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov. La visita – la prima di un presidente in carica dell'OSCE nella Federazione Russa dal 24 febbraio 2022 – ha sottolineato l'impegno dell'OSCE a favore del dialogo politico con tutti gli Stati partecipanti dell'OSCE.

Il presidente dell'OSCE Cassis e il segretario generale dell'OSCE Sinirlioğlu durante il colloquio con il ministro degli esteri russo Lavrov a Mosca.
Il presidente dell'OSCE Cassis e il segretario generale dell'OSCE Sinirlioğlu sottolineano, nel colloquio con il ministro degli esteri russo Lavrov, la necessità di porre fine alla guerra e il ruolo dell'OSCE come piattaforma di dialogo. © DFAE

Con riferimento alla guerra contro l'Ucraina, il presidente in carica ha sottolineato nel colloquio con il ministro degli esteri Lavrov la disponibilità dell'OSCE a sostenere con i suoi strumenti, la sua esperienza e le sue competenze una soluzione negoziata e la sua attuazione sul posto, qualora fosse necessario un impegno internazionale duraturo.

L'OSCE ha pubblicato un comunicato stampa relativo a questo viaggio, disponibile al seguente link:

Comunicato stampa dell'OSCE, 6 febbraio 2026 (en)

Foto del viaggio a Mosca: Flickr DFAE

06.02.2026 – Ignazio Cassis firma un editoriale sulla stampa nazionale contro l'antisemitismo

Il capo del DFAE e presidente in carica dell'OSCE Ignazio Cassis ha pubblicato questa mattina un editoriale sulla stampa nazionale. Questa tribuna interviene nell'ambito della conferenza dell'OSCE «lotta all’antisemitismo: affrontare le sfide dell’intolleranza e della discriminazione», che si terrà il 9 e 10 febbraio 2026 a San Gallo.

La conferenza offre una piattaforma per analizzare gli sviluppi attuali e rafforzare la cooperazione tra gli Stati partecipanti all'OSCE e la società civile. L'obiettivo è quello di tradurre gli impegni esistenti in azioni politiche coordinate e misure concrete e orientate alla pratica.

“Dalla memoria all’azione: la Svizzera mobilita l’OSCE contro l’antisemitismo” (testo integrale)

Abbiamo proclamato «mai più». Anno dopo anno, le giornate dedicate alla memoria delle vittime dell’Olocausto commemorano un’atrocità che vorremmo sia relegata al passato. Eppure oggi, dall’Europa all’Australia, l’odio antiebraico riaffiora con una disinvoltura e una visibilità che si credevano appartenere a un’altra epoca. Un ulteriore sintomo, allarmante, delle fratture del mondo contemporaneo.

Gli attentati terroristici perpetrati da Hamas in Israele il 7 ottobre 2023 e la guerra che ne è seguita a Gaza hanno ulteriormente accentuato questa pericolosa tendenza. Purtroppo, il nostro Paese non è risparmiato, come dimostra una nuova aggressione avvenuta a Zurigo all'inizio della settimana. Nel 2024, la Fondazione contro il razzismo e l’antisemitismo ha registrato 221 incidenti antisemiti, pari al 42,5% in più rispetto al 2023. Tra questi figurano una grave aggressione con coltello, un tentativo di incendio doloso nonché aggressioni fisiche e verbali esplicite. E lo scorso anno abbiamo assistito a una crescita della violenza anche nelle nostre piazze pubbliche.

Negli Stati di diritto non c’è posto per l’odio — né oggi né domani

L’intolleranza non minaccia solo chi ne è direttamente vittima: l’antisemitismo, come tutte le forme di discriminazione fondate sui pregiudizi, costituisce un attacco alle nostre libertà fondamentali e alla nostra sicurezza collettiva. L’odio e l’oppressione non hanno posto nei nostri Stati di diritto – e non ne hanno in Svizzera, Paese costruito sulle differenze, che si nutre della diversità e prospera grazie al compromesso.

Questa convinzione mi accompagna quest’anno nel ruolo di presidente dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), che riunisce 57 Paesi membri e 11 Paesi partner. Il consenso è il principio guida di questa organizzazione: oggi rappresenta una sfida, viste le differenze tra i suoi membri, ma anche un’opportunità, perché obbliga al dialogo.

Unico Paese ad assumere per la terza volta la presidenza dell’OSCE, la Svizzera pone tra le sue priorità la capacità d’azione di questa organizzazione e la difesa dei suoi principi fondamentali, in particolare la sicurezza cooperativa, il rispetto delle libertà fondamentali e delle minoranze nazionali, nonché la risoluzione pacifica delle controversie. Per far conoscere meglio l’OSCE, nel corso dell’anno organizziamo quattro conferenze tematiche in altrettanti Cantoni, prima di accogliere i miei omologhi a Lugano per la conferenza ministeriale di inizio dicembre.

La prima conferenza si terrà a San Gallo il 9 e 10 febbraio prossimi, con il titolo «Combattere l’antisemitismo: affrontare le sfide dell’intolleranza e della discriminazione». Essa consentirà di riaffermare gli impegni sanciti nella Dichiarazione dell’OSCE sull’antisemitismo, adottata nel 2014 sotto la presidenza svizzera.

Comprendere per agire meglio

Nel corso di questa conferenza, responsabili politici, istituzioni internazionali, esperti e attori della società civile confronteranno le loro esperienze, per orientare l’azione pubblica sulla base di dati fattuali.

La prevenzione passa attraverso l’educazione, il dialogo e lo sport, leve per decostruire i pregiudizi — soprattutto tra una gioventù maggiormente esposta all’odio online. Gli stadi e le manifestazioni sportive possono essere luoghi in cui si esprime l’aggressività, ma anche spazi di sensibilizzazione e inclusione.

Ringrazio il Canton San Gallo per il suo sostegno nell’organizzazione di questa conferenza. A vent’anni dalla Dichiarazione di San Gallo per la coesistenza delle religioni e il dialogo interreligioso, il cantone riafferma il suo attaccamento alla coesistenza pacifica tra diverse visioni del mondo. Mi congratulo inoltre con la Fondazione svizzera Gamaraal, vincitrice del premio Simon Wiesenthal (229 candidature da 32 Paesi) per la sua azione a favore dei sopravvissuti dell’Olocausto e della loro memoria.

La memoria deve tradursi in azione e riconciliazione. «Meditate che questo è stato», ci ricorda Primo Levi: «scolpite queste parole nel vostro cuore». La pace non è né un ideale né un’ideologia, ma un lavoro quotidiano.

02.02.2026 – Il presidente in carica dell'OSCE Ignazio Cassis in visita in Ucraina

Il presidente in carica dell'OSCE, Ignazio Cassis, e il segretario generale dell'OSCE, Feridun H. Sinirlioğlu, hanno concluso oggi la loro visita in Ucraina. A Kyiv hanno incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il ministro degli Affari esteri Andrii Sybiha e altri alti funzionari ucraini.

Ignazio Cassis stringe la mano a Volodymyr Zelensky.
Durante la sua visita in Ucraina, il presidente in carica dell'OSCE, insieme al segretario generale dell'OSCE, ha ribadito il sostegno dell'OSCE a una pace giusta e duratura. © DFAE

Durante gli incontri, il presidente in carica e il segretario generale hanno ribadito il fermo sostegno dell'OSCE a una pace giusta e duratura fondata sul diritto internazionale. Hanno sottolineato la disponibilità dell'Organizzazione ad agire ovunque sia necessario un impegno internazionale, attingendo alla lunga esperienza dell'OSCE in contesti di conflitto complessi e al suo ruolo unico come piattaforma inclusiva per il dialogo.

A seguito di questo viaggio, l'OSCE ha pubblicato un comunicato stampa, disponibile al seguente link:

Comunicato stampa dell'OSCE (en)

Foto del viaggio in Ucraina: account Flickr del DFAE

30.01.2026 – FOCUS Video: Priorità della Svizzera, OSCE 2026

Dal 1° gennaio 2026 la Svizzera assume per la terza volta la presidenza dell’OSCE. Ma cosa significa concretamente questa presidenza? Quale ruolo assume la Svizzera ? e quali responsabilità comporta?

In qualità di Paese che detiene la presidenza, la Svizzera coordina processi politici e diplomatici centrali all’interno dell’OSCE. Il consigliere federale Ignazio Cassis esercita questa responsabilità in qualità di Chairman-in-Office.

La presidenza svizzera si fonda sul dialogo, sulla fiducia e sulla cooperazione in un contesto di sicurezza complesso.

Nella nostra serie FOCUS vi accompagniamo durante l’anno attraverso i principali temi e le priorità della presidenza svizzera dell’OSCE 2026.

15.01.2026 – Il consigliere federale Ignazio Cassis inaugura la presidenza svizzera dell’OSCE

Il 15 gennaio 2026 il presidente in carica dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), il consigliere federale Ignazio Cassis, ha inaugurato ufficialmente la presidenza svizzera dell'organizzazione per il 2026. Davanti al Consiglio permanente, composto dai 57 Stati partecipanti, il capo del DFAE ha sottolineato che l'Europa si trova nuovamente in una situazione che ricorda il 1975, anno di fondazione dell'OSCE: un continente frammentato, caratterizzato da tensioni e sfere di influenza concorrenti. Allora prevalse la diplomazia. «Quando subentra l'instabilità, possiamo e dobbiamo agire con coraggio e chiarezza», ha sottolineato il consigliere federale Cassis.

Il consigliere federale Ignazio Cassis interviene davanti al Consiglio permanente dell'OSCE a Vienna.
Il consigliere federale Ignazio Cassis, presidente in carica dell'OSCE, inaugura ufficialmente la presidenza svizzera dell'OSCE 2026 davanti al Consiglio permanente dell'organizzazione a Vienna. © DFAE

Con la guerra della Russia contro l'Ucraina, l'OSCE si è trovata ad affrontare la sfida più grande della sua storia. «Il nostro consenso è indebolito, la nostra capacità di agire è limitata e la nostra fiducia è stata profondamente compromessa», ha dichiarato il capo del DFAE a Vienna. In questo contesto, la presidenza svizzera dell'OSCE è animata da una chiara convinzione: «L'attuale crisi deve rafforzare l'OSCE, non marginalizzarla.»

Per la sua presidenza, la Svizzera persegue un approccio chiaro: l'OSCE deve rimanere efficace, credibile e capace di agire per poter cogliere le opportunità, in particolare quelle legate a una pace giusta e duratura in Ucraina, non appena si presenteranno. L'attenzione si concentra sulle competenze chiave dell'organizzazione: fungere da piattaforma per un dialogo inclusivo e promuovere la sicurezza cooperativa. È necessario ripristinare la fiducia. Altrettanto fondamentale è il rilancio del consenso per assumersi congiuntamente la responsabilità. L'OSCE deve quindi rimanere un forum inclusivo per il dialogo, anche se difficile, e un attore credibile per la pace e la sicurezza.

La priorità è contribuire a una pace giusta e duratura in Ucraina non appena le circostanze lo consentiranno. L'OSCE deve continuare a partecipare al dialogo ed essere pronta ad assumere un ruolo mirato e complementare non appena sarà possibile una deescalation o un cessate il fuoco.

Discorso del consigliere federale Ignazio Cassis davanti al Consiglio permanente dell'OSCE a Vienna, 15.01.2026

Comunicato stampa: Il Presidente in carica Ignazio Cassis presenta al Consiglio permanente dell'OSCE il programma della Svizzera per il 2026, OSCE, 15.01.2026 (en)

Comunicato stampa: Il consigliere federale Ignazio Cassis inaugura la Presidenza svizzera dell'OSCE a Vienna, DFAE, 12.01.2026

Brochure: Presidenza svizzera dell’OSCE 2026

Il DFAE ha pubblicato una brochure che illustra le priorità della Presidenza svizzera e presenta le conferenze che la Svizzera organizzerà quest'anno.

Brochure: Presidenza svizzera dell’OSCE 2026 (PDF, 5 Pagine, 676.9 kB, italiano)

01.01.2026 – Inizio della presidenza svizzera dell’OSCE, che durerà per tutto il 2026

Oggi la Svizzera assume la presidenza dell’OSCE. Questo mandato è l’espressione del suo costante impegno per la pace, la sicurezza e la stabilità nel continente europeo così come nel mondo intero. 

Su un tavolo sono disposti un martello di legno, una campana e una bandierina recante la scritta «OSCE».
Oggi, 1° gennaio 2026, la Svizzera assume la presidenza dell’OSCE. © DFAE

La Svizzera intende promuovere un dialogo inclusivo sulla sicurezza tra tutti gli Stati partecipanti: «Diamo il via alla nostra presidenza con la consapevolezza che l’OSCE rimane indispensabile nonostante le tensioni. Lavoreremo con una convinzione semplice: la diplomazia diventa imprescindibile proprio quando sembra impossibile», ha dichiarato il consigliere federale Ignazio Cassis, presidente in carica dell’OSCE, aggiungendo: «Metteremo a frutto la nostra esperienza nel campo della mediazione per favorire il dialogo, la fiducia e la sicurezza». 

Il consenso è alla base dell’operato dell’OSCE e presuppone dunque che tutti gli Stati partecipanti si assumano le proprie responsabilità. Lo scorso settembre, il capo del DFAE ha sottolineato dinanzi al Consiglio permanente dell’OSCE che il sistema politico svizzero si basa sul dialogo e sull’ascolto di tutte le parti, e che la Confederazione applicherà tali valori nell’ambito della sua presidenza dell’Organizzazione. 

La Svizzera ha definito cinque priorità per questo mandato: principi di Helsinki – per una pace duratura; diplomazia multilaterale inclusiva; anticipazione delle tecnologie – per un futuro sicuro e umano; democrazia, Stato di diritto e diritti umani; capacità di azione dell’OSCE. 

Comunicato stampa: La Svizzera assume la presidenza dell’OSCE nel 2026, 1° gennaio 2026 (en)

08.12.2025 – Programma della presidenza svizzera dell’OSCE nel 2026

La Svizzera ha definito cinque priorità per l’anno della sua presidenza: principi di Helsinki – per una pace duratura; diplomazia multilaterale inclusiva; anticipazione delle tecnologie – per un futuro sicuro e umano; democrazia, Stato di diritto e diritti umani; capacità di azione dell’OSCE. Con queste priorità la Confederazione sottolinea di voler mettere la propria comprovata esperienza in materia di mediazione, diritti umani, governance delle tecnologie e cooperazione scientifica al servizio della sicurezza comune.

Per concretizzare questi obiettivi si terranno in Svizzera quattro conferenze internazionali.

Mappa della Svizzera con l'indicazione delle conferenze.
Nel quadro della sua presidenza dell'OSCE, la Svizzera organizzerà diverse conferenze internazionali. © DFAE

«Lotta all’antisemitismo: affrontare le sfide dell’intolleranza e della discriminazione», San Gallo, 9–10 febbraio 2026

La prima conferenza dell’anno sarà incentrata sulla lotta all’antisemitismo e alle altre forme di intolleranza. L’obiettivo sarà fare il punto sulle tendenze attuali e rafforzare la cooperazione tra gli Stati partecipanti e gli attori della società civile. Le discussioni si concentreranno su misure concrete di prevenzione, sulla diffusione di buone prassi e sul ruolo dello sport nel contrastare l’odio e la discriminazione.

«Anticipazione delle tecnologie – per un futuro sicuro e umano», Ginevra, 7–8 maggio 2026

Questa conferenza sarà focalizzata sul modo in cui i progressi scientifici e tecnologici trasformano la sicurezza e la cooperazione in Europa. Le discussioni verteranno in particolare sull’anticipazione delle tecnologie emergenti – come l’intelligenza artificiale e il calcolo quantistico – e sul loro potenziale nella prevenzione dei conflitti e nella costruzione della fiducia. Basandosi sull’ecosistema della Ginevra internazionale, unico nel suo genere, la Svizzera intende fare di questo incontro un motore della diplomazia scientifica al servizio della pace a lungo termine.

«Da Ginevra a Helsinki: processo di fondazione e scopo principale dell’OSCE», Berna, 3-4 settembre 2026

Inoltre, dal 3 al 4 settembre 2026 si svolgerà a Berna la 18a Conferenza internazionale degli editori di documenti diplomatici (ICEDD). L’evento è organizzato da Dodis (Documenti diplomatici svizzeri) con il sostegno del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Sulla base di documenti d’archivio di diversi Paesi, questo incontro analizzerà la fase di creazione della CSCE (poi divenuta OSCE), iniziata in Svizzera negli anni Settanta, così come la ragion d’essere di questa istituzione.

«De-escalation nel cyberspazio: mediazione e diplomazia preventiva», Zugo, 29–30 settembre 2026

Questa conferenza sarà incentrata sui rischi di escalation nel ciberspazio e su come affrontarli attraverso la diplomazia preventiva e la mediazione. Gli Stati partecipanti esamineranno l’attuazione e lo sviluppo delle misure dell’OSCE per il rafforzamento della fiducia in materia di sicurezza informatica, il ruolo dei meccanismi di consultazione in caso di incidenti gravi e i possibili contributi dell’intelligenza artificiale e del settore privato. Un’esercitazione pratica basata su uno scenario concreto completerà le sessioni politiche.

La Svizzera concluderà l’anno di presidenza organizzando la conferenza ministeriale annuale dell’OSCE, che ha proposto di tenere il 3 e il 4 dicembre 2026 a Lugano. Quest’ultima rappresenta un evento politico centrale finalizzato a consolidare i progressi compiuti nel corso dell’anno e a dare nuovo slancio alla cooperazione multilaterale e al dialogo.

Una presidenza improntata all’azione sul campo

Oltre a questi incontri, la presidenza svizzera sarà caratterizzata da un impegno diretto negli Stati e nelle regioni chiave dell’OSCE. Il presidente in carica, il consigliere federale Ignazio Cassis, effettuerà una serie di viaggi in diverse aree importanti per l’Organizzazione al fine di sostenere gli sforzi tesi a promuovere il dialogo, la stabilità e la fiducia, nonché per agevolare soluzioni pragmatiche alle tensioni attuali. Inoltre, la Svizzera lavorerà per consolidare la capacità di azione dell’OSCE e per garantire il finanziamento dei suoi strumenti.

Con 57 Stati partecipanti, l’OSCE è la principale organizzazione regionale per la sicurezza al mondo. Nel suo ruolo si impegna per superare le divergenze e rafforzare la fiducia. La Svizzera ne fa parte sin dalla nascita della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE), istituita a Helsinki nel 1973 e poi rinominata Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) nel 1994.

04.12.2025 – Il consigliere federale Ignazio Cassis partecipa al Consiglio dei ministri dell’OSCE a Vienna

Il 3 e il 4 dicembre 2025 il consigliere federale Ignazio Cassis si è recato a Vienna per rappresentare la Svizzera all’annuale Consiglio dei ministri dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). L’incontro ha offerto l’occasione per discutere delle attuali sfide che l’architettura di sicurezza europea deve affrontare, in particolare in relazione alla guerra contro l’Ucraina.

In qualità di futuro presidente dell'OSCE, il consigliere federale Cassis ha sottolineato nel suo discorso davanti al Consiglio dei ministri che la Svizzera assumerà la presidenza dell'OSCE nel 2026 guidata da una semplice convinzione: «Quando la diplomazia sembra impossibile, diventa indispensabile. Sta a noi dimostrare che è all'altezza delle aspettative, agendo con coraggio e chiarezza. In un mondo instabile, la chiarezza è una responsabilità».

In tale occasione il capo del DFAE ha ricordato a Vienna le cinque priorità della presidenza svizzera. Di fronte alla guerra in Ucraina, la Svizzera si impegnerà per una pace giusta, basata sul diritto internazionale e sui principi di Helsinki. Promuoverà una diplomazia multilaterale inclusiva e il dialogo sulla sicurezza tra tutti gli attori. Inoltre, incoraggerà una governance delle tecnologie incentrata sui bisogni dell’essere umano, collegando scienza e diplomazia. La Svizzera punterà anche al rafforzamento della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani, in particolare attraverso missioni e osservazioni elettorali. Infine, lavorerà per consolidare la capacità di azione dell’OSCE e per garantire il finanziamento dei suoi strumenti.

Il 4 e 5 dicembre 2025, su invito della ministra degli esteri finlandese e attuale presidente dell’OSCE Elina Valtonen, si son inco3ntrati a Vienna le e i rappresentanti dei 57 Stati partecipanti all’Organizzazione e degli 11 partner di cooperazione. Il Consiglio dei ministri dell’OSCE, composto dalle ministre e dai ministri degli esteri degli Stati partecipanti, è il principale organo decisionale e di governo dell’Organizzazione.

Discorso del consigliere federale Cassis al Consiglio ministeriale dell'OSCE 2025

Comunicato stampa

18.09.2025 – Priorità della Svizzera durante la presidenza dell'OSCE nel 2026

Il 18 settembre il consigliere federale Ignazio Cassis, in quanto futuro presidente dell'OSCE, ha presentato le priorità della Svizzera al Consiglio permanente dell'OSCE. La Svizzera ha definito cinque priorità per la sua presidenza:

  • Principi di Helsinki - per una pace duratura
  • Diplomazia multilaterale inclusiva
  • Anticipazione delle tecnologie – per un futuro sicuro e umano
  • Democrazia, Stato di diritto e diritti umani
  • Capacità di azione dell'OSCE

Informazioni dettagliate sulle priorità della Svizzera

Nel suo discorso, il capo del DFAE annuncia inoltre tre conferenze: una sul tema dell'antisemitismo all'inizio dell'anno, seguita da una seconda sul tema della diplomazia preventiva e infine una conferenza che tratterà il tema della sicurezza informatica.

Nel suo discorso, il consigliere federale Cassis sottolinea l'importanza dell'OSCE: «Nonostante questi ostacoli, l'OSCE rimane indispensabile, poiché agisce concretamente sul campo, riunisce tutte le voci attorno allo stesso tavolo, e rimane l'unico forum in cui l'Europa, i paesi dell'Asia centrale, il Canada, gli Stati Uniti e la Russia continuano a dialogare in materia di sicurezza.»

Immagine del consigliere federale Ignazio Cassis durante il suo intervento dinanzi al Consiglio permanente dell’OSCE.
Il consigliere federale Ignazio Cassis ha presentato il 18 settembre 2025 le priorità della Svizzera durante la presidenza dell’OSCE nel 2026. © DFAE

Assumendosi la presidenza dell'OSCE, la Svizzera assume la propria responsabilità per la pace e la sicurezza in Europa e sottolinea l'importanza del dialogo, dell'inclusione e della cooperazione nella gestione delle crisi e dei conflitti. Ciò è in linea con gli obiettivi della strategia di politica estera 2024-2027.

23.05.2025 – Lugano proposta come sede della riunione del Consiglio dei ministri dell'OSCE

Durante il suo incontro con il Consiglio di Stato ticinese, il consigliere federale Ignazio Cassis ha confermato alle autorità cantonali l'intenzione del DFAE di organizzare a Lugano, all'inizio di dicembre, la riunione annuale del Consiglio dei ministri dell'OSCE. Come ha sottolineato il capo del DFAE, l'evento valorizza la Svizzera italofona e mette in risalto la capacità della Svizzera di riunire pacificamente culture e lingue diverse, un segnale importante vista l'attuale situazione geopolitica. Inoltre, l'esperienza acquisita dal Cantone Ticino e dalla città di Lugano in occasione della Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina 2022 potrà essere messa a frutto per la pianificazione e lo svolgimento dell'incontro.

Comunicato stampa

21.05.2025 – La Svizzera definisce le priorità della presidenza dell’OSCE

Nella sua seduta del 21 maggio 2025 il Consiglio federale ha definito cinque priorità tematiche per la presidenza svizzera dell’OSCE nel 2026. Si tratta, da un lato, del rispetto e della promozione dei principi dell’Atto finale di Helsinki a favore di una pace duratura in Europa e, dall’altro, del rafforzamento di un dialogo inclusivo tra i 57 Stati partecipanti. La Svizzera intende inoltre promuovere la diplomazia scientifica anticipatrice al servizio della sicurezza cooperativa e sostenere la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani. Infine, tra le sue priorità figura anche il mantenimento della capacità di azione dell’OSCE, che riunisce non solo i Paesi europei, ma anche gli Stati Uniti e la Russia. Seguiranno una consultazione con le Commissioni della politica estera del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati nonché un incontro con gli altri Stati dell’OSCE. 

Il consigliere federale Ignazio Cassis presenterà le priorità definitive della futura presidenza svizzera al Comitato permanente dell’OSCE a metà settembre del 2025. 

Comunicato stampa

24.01.2025 – Esperto svizzero nominato rappresentante speciale dell’OSCE per il Caucaso meridionale

La presidente in carica dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), la ministra degli affari esteri della Finlandia Elina Valtonen, ha nominato Christoph Späti rappresentante speciale della presidenza finlandese dell’OSCE per il Caucaso meridionale. L’esperto svizzero, che di recente ha svolto il ruolo di responsabile di programma per il Caucaso meridionale presso la Divisione Pace e diritti umani (DPDU) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha assunto il suo nuovo incarico il 21 gennaio 2025.

Comunicato stampa

22.01.2025 – La Svizzera assume le sue prime responsabilità all'interno della Troika

La Svizzera ha partecipato ieri alla sua prima riunione come membro della Troika, insieme alla Finlandia (Presidenza 2025) e a Malta (Presidenza 2024). L'incontro è stato l'occasione per fare il punto sulle prime iniziative della presidenza finlandese. Tra queste, la visita della Presidente in carica dell'OSCE Elina Valtonen in Ucraina e Moldova. La Troika ha inoltre discusso la giornata introduttiva della Presidenza finlandese e il previsto incontro annuale con i capi delle missioni sul campo dell'OSCE il 23 e 24 gennaio.

La guida dell’OSCE è solitamente garantita da una troika composta dal Paese che ha presieduto l’Organizzazione l’anno precedente, dal Paese che detiene la presidenza di turno e da quello che la assumerà l’anno successivo. Nel 2025 la Svizzera farà quindi parte della troika insieme a Malta e alla Finlandia e sarà responsabile principalmente delle relazioni con gli Stati mediterranei al di fuori dell’OSCE. Tra i compiti della troika figura anche la partecipazione alle decisioni relative al personale.

30.12.2024 – Il dialogo e la cooperazione con tutti gli Stati partecipanti sono essenziali

La Svizzera assumerà la guida dell’OSCE in un momento in cui l’organizzazione ha poco margine di manovra a causa degli sviluppi geopolitici e della guerra in Ucraina. Assumendo la presidenza, la Svizzera sottolinea che, soprattutto in tempi politicamente difficili, il dialogo e la cooperazione con tutti gli Stati partecipanti sono fondamentali. In vista dell’elezione, numerosi Paesi le avevano chiesto di candidarsi.

La Svizzera ha già assunto la presidenza dell’OSCE nel 1996 e nel 2014 e ha quindi acquisito l’esperienza necessaria per adempiere questo mandato. Anche in quei due anni di presidenza aveva dovuto affrontare numerose sfide, tra cui i conflitti in Bosnia e in Cecenia e gli sconvolgimenti politici in Ucraina dopo la rivolta di Maidan.

Presidenza dell’OSCE nel 2014: riflettori puntati sull’Ucraina

Dopo Flavio Cotti toccò all’ex consigliere federale Didier Burkhalter assumere la seconda presidenza svizzera dell’OSCE nel 2014. L’anno presidenziale fu segnato sin dall’inizio dallo scoppio della crisi ucraina. La Svizzera puntò su una diplomazia attiva e di mediazione. Grazie alla sua duplice funzione di presidente dell’OSCE e presidente della Confederazione, l’allora capo del DFAE allacciò contatti importanti con i massimi rappresentanti di tutte le parti coinvolte nella crisi. Il dialogo fu promosso sia a Vienna, presso la sede dell’OSCE, sia in Ucraina.

Anche l’impegno della presidenza svizzera dell’OSCE nel Gruppo di contatto trilaterale, in cui rappresentanti di alto livello di Ucraina, Russia e OSCE cercarono vie d’uscita dalla crisi, fu di fondamentale importanza. All’interno di questo gruppo furono firmati gli accordi di Minsk, che dovevano fungere da base per una de-escalation delle tensioni nell’Ucraina orientale.

Nell’aprile del 2014 l’allora presidente della Confederazione e presidente dell’OSCE Didier Burkhalter parla con i membri della missione speciale di osservazione dell’OSCE a Odessa, in Ucraina.
Nell’aprile del 2014 l’allora presidente della Confederazione e presidente dell’OSCE Didier Burkhalter parla con i membri della missione speciale di osservazione dell’OSCE a Odessa, in Ucraina. © Keystone

Sotto la presidenza svizzera, per la prima volta dopo oltre un decennio fu raggiunto un consenso sull’avvio di nuove missioni OSCE sul campo: una missione di osservazione presso due posti di frontiera russi e la Missione speciale di osservazione dell’OSCE in Ucraina (SMM), che si trasformò in un importante strumento volto a promuovere una de-escalation delle tensioni in Ucraina.

Presidenza dell’OSCE nel 1996: svolgimento di elezioni libere e democratiche in Bosnia ed Erzegovina

La Svizzera assunse la sua prima presidenza dell’OSCE nel 1996. Dopo la fine della guerra tra la Bosnia ed Erzegovina e la Serbia nel 1995, l’OSCE fu incaricata di vigilare sulla pianificazione e sullo svolgimento di elezioni libere e democratiche nel Paese devastato dal conflitto nonché sul rispetto dei diritti umani. La missione dell’OSCE in Bosnia ed Erzegovina aiutò i partiti a creare i presupposti necessari per le elezioni: un ambiente politicamente neutrale, il diritto alla segretezza del voto senza timori di intimidazioni e il diritto alla libertà di espressione.

L’allora ministro degli affari esteri svizzero e presidente dell’OSCE Flavio Cotti discute con i «berretti gialli» svizzeri a Sarajevo nel 1996.
L’allora ministro degli affari esteri svizzero e presidente dell’OSCE Flavio Cotti discute con i «berretti gialli» svizzeri a Sarajevo nel 1996. © Keystone

Allora, l’impegno della Svizzera per fissare una data delle elezioni adeguata e per assicurarne il corretto svolgimento, obiettivo relativamente riuscito, fu ampiamente riconosciuto a livello internazionale. Un contingente di «berretti gialli» svizzeri fornì sostegno logistico all’OSCE nell’organizzazione delle prime elezioni dopo la guerra.

Dall’ottica svizzera, un altro fatto importante fu la guida della missione OSCE in Cecenia ad opera del diplomatico Tim Guldimann. A capo della missione a Grozny, Guldimann svolse un ruolo chiave nel raggiungimento dell’accordo di pace durante la prima guerra cecena, riuscendo a mediare con successo tra le parti in conflitto.

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