La Svizzera condanna il ricorso alle armi chimiche nel conflitto siriano

Media release, 05.04.2017

La Svizzera si dichiara particolarmente preoccupata per le notizie secondo le quali ieri, nella città siriana di Khan Shaykhun, sarebbero di nuovo state usate armi chimiche che hanno provocato decine di vittime tra i civili. La Svizzera esige un’indagine approfondita sui retroscena di questo evento e invita tutti le parti in conflitto in Siria ad astenersi dal ricorso alle armi chimiche e a rispettare le norme del diritto internazionale umanitario.

L’ONU e l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) hanno documentato l’uso reiterato di armi chimiche nel conflitto in Siria. La Svizzera condanna severamente questi atti e sottolinea che l’impiego di questo tipo di armi di distruzione è vietato, in qualsiasi circostanza e da qualsivoglia parte in conflitto.

È imperativo adoperarsi per evitare che si registrino nuovi attacchi e che i gravi crimini rimangano impuniti, a prescindere da chi li abbia commessi. Il nostro Paese affianca meccanismi e istituzioni che, in vista di futuri procedimenti penali a livello regionale, nazionale e internazionale, si adoperano per far luce in modo indipendente sui fatti e per raccogliere le prove.

In questo contesto le indagini volte ad accertare i fatti sono d’importanza fondamentale: per questa ragione, la Svizzera reputa essenziali le missioni d’inchiesta dell’OPCW e dell’ONU e le sostiene attivamente. Partecipa anche alle indagini relative a numerosi episodi facendo analizzare al Laboratorio Spiez i campioni provenienti dalla Siria e supporta, mettendo a disposizione materiale, personale e risorse finanziarie, varie missioni dell’ONU e dell’OPCW che si occupano di temi relativi alla Siria. Accoglie inoltre favorevolmente gli accertamenti sulle più recenti accuse.

Il nostro Paese ha nuovamente ribadito la richiesta all’attenzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU, già espressa nel 2013, di deferire la situazione in Siria alla Corte penale internazionale, affinché quest’organo possa procedere penalmente contro queste e altre gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e porre fine a questo dilagante clima di impunità per crimini così gravi.

La Svizzera è decisa non solo a continuare a impegnarsi a livello umanitario in Siria e nelle regioni limitrofe provate dall’afflusso di profughi, ma anche a offrire i propri buoni uffici per contribuire a instaurare una pace duratura che garantisca il rispetto dei diritti di tutta la popolazione siriana. Solo una soluzione politica può porre fine a questo conflitto.


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