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Come è nata la conferenza sulla riforma ucraina

L’attacco sferrato dalla Russia all’Ucraina nel febbraio 2022 segna una svolta nella recente storia europea. In seguito a questo evento si è deciso di convertire la quinta conferenza sulla riforma ucraina (Ukraine Reform Conference, URC2022) nella Ukraine Recovery Conference (URC2022), che avrà luogo a Lugano il 4 e il 5 luglio 2022. La via per la ricostruzione passa attraverso un processo politico e diplomatico supportato da un ampio sostegno. La Svizzera e l’Ucraina intendono avviare questo processo a Lugano.

Una foto di gruppo con tutti i ministri coinvolti nella conferenza.
La foto dei rappresentanti ministeriali alla Conferenza sulle riforme in Ucraina a Vilnius il 7-8 luglio 2021. (© Lithuanian Ministry of Foreign Affairs)

Anche prima che iniziassero le ostilità, l'Ucraina si era già prefissa di attuare profonde riforme politiche, economiche e sociali. Il processo di riforma non è tuttavia stato privo di ostacoli. Iniziato nel 2014 sotto la presidenza Porošenko, ha poi subito una battuta d’arresto a causa dei conflitti armati scoppiati alla frontiera orientale. Il presidente Volodymyr Zelensky ha provato a far ripartire il treno delle riforme, ma la pandemia di COVID-19 ha nuovamente stroncato sul nascere le speranze. È anche per far fronte a queste difficoltà che il sostegno internazionale si esprime attraverso la conferenza sulla riforma ucraina.

Dal 2014 si sono susseguite molte tornate di riforme in Ucraina, ma la loro attuazione è stata tutt’altro che semplice. È sotto l’ex presidente Porošenko che è stata varata la prima serie di riforme al fine di superare in particolare il vecchio sistema post-sovietico e avvicinare il più possibile l’Ucraina al sistema europeo.

Alcune di queste riforme erano volte a garantire un decentramento del potere; quelle introdotte nei settori delle banche, della difesa, dell’efficienza energetica, della salute e dell’istruzione vanno sicuramente annoverate tra le più riuscite. Di fatto, dal 2014 sono stati compiuti sforzi considerevoli per creare istituzioni nuove e intatte, capaci di lottare contro la corruzione di alto livello. Tuttavia, a causa della progressiva perdita del sostegno popolare (nel contesto del conflitto militare) e della crescente concorrenza in seno alla coalizione al potere, alla fine Porošenko non è riuscito a smantellare il sistema oligarchico che ha impedito l’auspicata trasformazione economica e politica del Paese.

Da agosto 2019, quando Zelensky è salito al potere e ha formato il suo Governo, si è osservato un nuovo dinamismo nel processo di riforma, per rilanciare il quale il presidente ha fatto approvare alcune decine di leggi, rafforzando in particolare le capacità delle istituzioni nella lotta contro la corruzione. Ma ancora una volta questo nuovo slancio si è esaurito all’inizio del mese di marzo del 2020, con lo scoppio della pandemia di COVID-19. Le strategie adottate per salvare l’economia hanno infatti bloccato completamente l’agenda delle riforme.

Lo smorzarsi di questo dinamismo è dovuto anche alla mancanza di un programma articolato in modo coerente e di una visione strategica per il Paese da parte del presidente e del Governo. In assenza di una visione chiara dell’intero programma di riforme e in mancanza di una leadership politica in numerosi settori, il sistema di riforme stabilito in precedenza si è progressivamente sgretolato. A fronte di queste molteplici difficoltà, sono tuttavia emerse strutture volte a favorire il sostegno degli attori internazionali e multilaterali al programma avviato nel 2014: tra queste figura in particolare la conferenza sulla riforma ucraina, che si è tenuta per la prima volta nel 2017.

La conferenza a Lugano offrirà l’occasione per discutere sulle priorità della ricostruzione e per coordinare il sostegno. L’ordine del giorno prevede, in particolare, uno scambio sulle priorità, i metodi e i principi della ricostruzione e dell’assetto che la ricostruzione assumerà nei settori dell’infrastruttura, dell’economia, dell’ambiente e della politica sociale. L’URC2022 comprenderà anche una parte concernente le donazioni («pledging»). La conferenza verterà inoltre sulle riforme che possono essere implementate anche nella situazione attuale.

Ultima modifica 24.05.2022

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