Esportazione di materiale bellico

L’esportazione di materiale bellico, come armi, veicoli blindati, munizioni o equipaggiamenti richiede un’autorizzazione della Segreteria di Stato dell’economia. Il DFAE esprime il proprio parere sulle singole domande. Alla fine di gennaio 2014 il Consiglio federale ha trasmesso alle Camere il messaggio concernente l’approvazione del trattato sul commercio delle armi.

L’esportazione di materiale bellico è soggetta ad autorizzazione. Le domande devono essere sottoposte alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), responsabile del rilascio dell’autorizzazione. Il DFAE esamina le domande e garantisce che la Svizzera rispetti i suoi impegni internazionali, i principi della sua politica estera e le norme del diritto internazionale pubblico.

Per l’esame delle domande il DFAE si basa sull’articolo 5 dell’ordinanza concernente il materiale bellico. La valutazione si fonda sui seguenti criteri:

  • il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale
  • la stabilità regionale
  • il rispetto dei diritti dell’uomo
  • i principi e gli obiettivi della Svizzera nell’ambito della cooperazione allo sviluppo
  • la posizione di altri Paesi

La richiesta è respinta se:

  • il Paese destinatario è implicato in un conflitto interno o internazionale
  • il Paese destinatario viola in modo grave e sistematico i diritti dell’uomo
  • il Paese destinatario figura tra i Paesi più poveri;
  • esiste il rischio che il materiale importato sia impiegato contro la popolazione civile
  • esiste un forte rischio che il materiale importato sia trasferito a un destinatario finale indesiderato

Negli ultimi anni le esportazioni di materiale bellico sono notevolmente calate. Nel 2013 la Svizzera ha esportato questo tipo di materiale per un valore di 460 milioni CHF (2012: 700 milioni CHF, 2011: 873 milioni CHF)

SECO, Materiale bellico
Ordinanza concernente il materiale bellico
Prodotti industriali («dual-use») e beni militari speciali («licensing»)

Trattato sul commercio delle armi («Arms Trade Treaty»)

Il trattato sul commercio delle armi («Arms Trade Treaty», ATT) stabilisce per la prima volta norme giuridiche vincolanti a livello internazionale in materia di controllo e regolamentazione del commercio delle armi convenzionali. Il 29 gennaio 2014 il Consiglio federale ha approvato e trasmesso alle Camere federali il messaggio concernente l’approvazione del trattato internazionale sul commercio delle armi. Il trattato potrà essere ratificato dopo la deliberazione parlamentare e quando sarà trascorso il termine per l’eventuale richiesta di referendum.

L’obiettivo del trattato è garantire un commercio internazionale di armi responsabile e contrastare le pratiche illegali contribuendo ad alleviare le sofferenze delle persone. Finora l’ATT è stato ratificato da 40 Stati.

Messaggio concernente l’approvazione del trattato internazionale sul commercio delle armi

La Svizzera ha contribuito all’elaborazione dell’commercio delle armi

L’ATT è stato approvato dall’Assemblea generale dell’ONU il 2 aprile 2013. Dopo essersi impegnata attivamente nel processo di negoziazione, durato diversi anni, la Svizzera lo ha firmato il 3 giugno 2013. L’adesione all’ATT non richiede alcun adeguamento della legislazione nazionale.

Finora sono 118 i Paesi che hanno firmato l’ATT e tra di essi si contano alcuni dei più importanti Stati esportatori di armi convenzionali, come gli Stati Uniti d’America, la Germania e la Francia. Dodici Stati hanno già ratificato il trattato che entrerà in vigore dopo tre mesi dal deposito della cinquantesima ratifica.

UN-Office for Disarmament Affairs: «Arms Trade Treaty» (en)